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dinamica e motivata puoi contribuire a costruire una
community virtuale nel tuo paese.
Pertanto se hai una rubrica da proporre non
esitare ad entare nel nostro team per segnalare avvenimenti o manifestazioni
o occuparti di realtà locali come associazioni o artisti locali.
Avviata una partnership tra la 6
Ore dei Templari, alcuni comuni lucani e il portale Altobradano.it
Continua con Acerenza, la serie di reportage-intervista dedicati ai
comuni partner della seconda edizione della “6 Ore dei Templari – Memorial
Vito Frangione”, la ultramaratona/maratona che, il prossimo 8 maggio, a
Banzi, ospiterà un vero e proprio evento nell’evento: “La Basilicata in
Piazza”. Una nutrita rappresentanza delle città di Acerenza, Castelmezzano,
Forenza, Guardia Perticara, Spinoso e della stessa Banzi, avranno
l’occasione di presentarsi, anche attraverso il materiale informativo e le
tipicità, agli atleti e agli accompagnatori provenienti da tutta Italia, con
l’obiettivo di dimostrare i vantaggi della collaborazione fra comuni,
nell’ottica della valorizzazione del territorio lucano.
Buon “viaggio” …
Il nido
d’aquila
dell’alta
Acerenza”:
così il
poeta
latino
Orazio
descriveva
una
delle
più
belle
cittadine
dell’Alto
Bradano,
arroccata
con
fierezza
ad oltre
ottocento
metri
sul
livello
del
mare.
Questa
posizione
strategica
è stata,
per
secoli,
croce e
delizia
di
questo
paese,
conteso
da
Longobardi
e
Bizantini,
conquistato
dai
Normanni,
posseduto
dagli
Svevi,
dagli
Angioini
e infine
dagli
Aragonesi.
La sua
Diocesi
è una
delle
più
antiche
dell’Italia
meridionale:
qui
soggiornò
in
qualità
di
arcivescovo
Arnaldo,
già
abate di
Cluny,
in
Francia,
che
sognava
per
Acerenza
una
cattedrale
maestosa,
capace di dominare le valli, e per questo architetti francesie maestranze lucane ultimarono la chiesa, rendendola così bella da togliere il fiato, così misteriosa da incantare. Si possono passare ore, a girare intorno alla Cattedrale di Acerenza, a tentare di guardare negli occhi le figure antropomorfe, gli strani animali che entrano nella pietra e la rendono viva, o a scoprire la storia del patrono San Canio, condannato a morte durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano. Si narra che il boia ed i soldati furono spaventati da un violento nubifragio, accompagnato da terremoti, che si scatenò quando il santo stava per essere decapitato, dandogli così modo di fuggire e di approdare nei pressi del Volturno. Ancora oggi il pastorale di San Canio, ritenuto miracoloso, è conservato nella Cattedrale, ed è venerato da numerosi fedeli.
Questa città è un piccolo miracolo di contaminazione: è un pezzo di Irlanda portato a Sud, un frammento di Francia scolpito nell’arenaria, una vaga impressione nordica che cattura l’attenzione, quando gli occhi azzurri di qualche silenzioso anziano ti guardano senza filtri. Se questa città fosse un colore, sarebbe come il rubino dell’Aglianico del Vulture, e avrebbe il suono ritmico dei passi delle processioni e del suo rinomato Corteo Storico. Se Acerenza fosse un sapore, sarebbe semplice come quello dei maccheroni fatti con le dita, e antico come quello dell’olio che scivola lento sul pane di grano duro.
Se Acerenza fosse una donna, sarebbe bella ed austera, sarebbe femminile senza bisogno di orpelli, sarebbe avvinghiata a se stessa come i mostri che si arrampicano alla sua Cattedrale.
Ed è proprio una donna che, oggi, amministra in qualità di sindaco questa città ricca di storia e di fascino. Rossella Quinto ha gli occhi scuri e i modi gentili, ma soprattutto ha il merito di saper gestire, con piglio deciso, passione e grande determinazione, la vita quotidiana di circa tremila abitanti.
Con quale spirito la città di Acerenza accoglie la partnership con la 6 Ore dei Templari?
Rossella Quinto sindaco di Acerenza
Abbiamo aderito all’iniziativa convinti dalla bontà delle sue radici e
delle
prospettive
future
che essa
potrà
offrire
ai
Comuni
di
questo
territorio.
La “6
Ore dei
Templari”
ci è
parsa un
ottimo
veicolo
di
aggregazione
sociale,
che però
riesce
anche a
contemperare
i valori
dello
sport
con
quelli
della
tradizione
locale.
Per
quest’ultima,
in
particolare,
la
manifestazione
bantina
costituisce
un
imperdibile
vetrina
per
tutte le
persone
che
parteciperanno
all’evento.
Una
nuova
occasione
per
promuovere
la
Basilicata
oltre
gli
angusti
confini
regionali.
Come è
venuta a
conoscenza
di
questa
manifestazione? Ne avevo già sentito parlare lo scorso anno come di un evento di
successo.
Sono
stata
contattata
da
alcuni
organizzatori,
in
particolare
da
Gabriele
Mazzoccoli,
il quale
mi ha
illustrato
con
entusiasmo
l’
iniziativa,
e,
naturalmente
il
Comune
di
Acerenza
vi ha
aderito
con
sommo
piacere.
Credo
che
manifestazioni
simili,
soprattutto
se non
limitate
a
semplici
occasioni
saltuarie,
siano
importanti
strumenti
di
promozione
e di
sviluppo
delle
nostre
comunità.
Del
resto, è
sufficiente
leggere
i
resoconti
della
scorsa
edizione
per
averne
conferma.
In che
modo un
turista
potrebbe
trascorrere
un fine
settimana
ad
Acerenza?In molti modi diversi. Ad Acerenza dimora la Storia: la sola Cattedrale
varrebbe
la pena
di un
viaggio.
Ogni
singola
pietra
ha una
memoria
secolare,
e molte
cose da
raccontare.
Acerenza
è un
davanzale
aperto
sul
mondo.
Chiunque
arrivi
nella
nostra
cittadina
potrà
essere
protagonista
di un
viaggio
che,
anzitutto,
è
diretto
dentro
sé
stessi.
Fermarsi
a
chiacchierare
con gli
anziani,
al
tramonto,
perdersi
nelle
arterie
pulsanti
del
duomo,
imparare
a
riconoscere
il
passato,
godersi
il vento
o bere
un
calice
di
ottimo
vino.
Acerenza
è in
grado di
offrire
un’esperienza
totale,
circolare.
Che
qualità
e quali
competenze
particolari
può
portare
una
donna
nell’amministrazione
di una
città? Le competenze e le qualità che solo una donna può dare. Essere madre,
moglie,
figlia e
sorella
non può
che
costituire
un
valore
aggiunto
alle
doti di
competenza,
preparazione
e
professionalità
che si
richiedono
all’amministratrice.
E,
d’altronde,
da
millenni
la donna
dimostra
– giorno
per
giorno –
le
proprie
capacità
amministrative,
anche
senza
gestire
il
potere
politico
o
finanziario.
Cosa si
aspetta
di
trovare,
a Banzi,
il
prossimo
8
maggio? In primo luogo mi aspetto una nutrita partecipazione. So che già la
prima
edizione
ha fatto
registrare
un
notevole
afflusso
di
persone,
oltre
che un
ampio
consenso
intorno
all’iniziativa.
A Banzi
ci
aspettiamo
tutti di
trovare,
soprattutto,
uno
spirito
differente,
volto
alla
crescita,
alla
costruzione
di
un’esperienza
concreta
e che
sappia
dare i
propri
frutti
anche
nel
prossimo
futuro,
anche in
termini
di
sinergie
potenziali
tra
tutti i
Comuni
aderenti.
E, in
definitiva,
sono
certa
che ci
riusciremo.