un nucleo di Terme Pubbliche proprio accanto all’Abbazia rendono certa l’ipotesi che per l’impianto medievale sia stato scelto proprio il centro della città romana.
Il primo documento scritto attestante l’esistenza del monastero è del 798: un atto di donazione con cui il principe longobardo Grimaldo III lo sottometteva al monastero di Montecassino. Nella prima metà dell’XI secolo, dopo alcuni decenni di scontri con alterne vittorie tra Longobardi, Bizantini e Normanni, questi ultimi riescono a sconfiggere definitivamente i Bizantini e a cancellare i sogni di supremazia dei Longobardi di Benevento.
La famiglia normanna degli Altavilla, a partire da questo momento, sale al potere. Nel 1043 Guglielmo Braccio di Ferro assume il titolo di Conte della Puglia e nel 1047 l’imperatore Enrico III di Franconia riconosce i primi possessi degli Altavilla.
Poco più di dieci anni dopo, nel 1059, anche papa Nicolò II riconosce le conquiste normanne e conferirà a Roberto il Guiscardo, durante il concilio di Melfi, il titolo di Duca di Puglia e di Calabria. I Normanni diventano la “spada della Chiesa”.
Dopo la morte di Roberto il Guiscardo e papa Gregorio VII (1085) l’alleanza tra papato e Normanni diviene ancora più stretta.
Papa Urbano II (1088-1099), che vuole incoraggiare la diffusione del rito latino con l’aiuto dell’ordine dei benedettini e limitare l’influenza del clero di rito greco, è a Banzi nel 1089, nell’Abbazia benedettina di Santa Maria. Lo accompagnano 32 vescovi ed è accolto dai due potenti eredi di Roberto il Guiscardo: i principi Ruggero Borsa e Boemondo.
Naturalmente i 32 vescovi, provenienti da lontane diocesi, non sono arrivati tutti insieme nello stesso giorno dell’arrivo del Papa, né è pensabile che tutti i Conti normanni, con i loro ufficiali e le loro truppe, possano essere giunti contemporaneamente. L’arrivo è necessariamente graduale e certamente graduale sarà stata la partenza.
Cosa sono venuti a fare?
Sono venuti per discutere concordare linee comuni, accordi diplomatici tra Chiesa e Principi. Proprio in quell’anno, si è alla vigilia del Concilio che si terrà a distanza di poche settimane, a settembre, a Melfi. Dopo i giorni dell’arrivo, durante i quali, il 24 agosto, Urbano II consacrerà la Chiesa Badiale a Santa Maria, seguono i giorni di discussione e, infine, quelli della partenza. Il tempo complessivo della permanenza si può ragionevolmente indicare tra due e le tre settimane.
Il periodo normanno fu fiorente e ricco per l’abbazia: divenne un centro molto importante e i principi Normanni la protessero dalle spoliazioni e dalle invasioni di conti e baroni ostili. Con donazioni ne accrebbero di molto i possedimenti, che si estendevano oltre la regione lucana, fin nella Calabria e nel Salento.
L’evento del corteo storico di Banzi vuole ricordare quegli anni e quella storia che ebbe il Papa della prima crociata, ospite per un paio di settimane del protocenobio dei benedettini in terra lucana. Quest’anno è alla sua decima edizione. Oltre alla drammatizzazione della vestizione del Papa, del suo dialogo con Ursone (Abate di S. Maria), del suo discorso con un esplicito riferimento all’alleanza con i Normanni e ai futuri progetti della prima crociata, della consacrazione della Chiesa (in quegli anni, restaurata e messa a nuova dai Normanni), le specificità di questa edizione hanno riguardato l’accentuazione degli elementi di drammatizzazione degli eventi. La rievocazione, infatti, è stata corredata di elementi di spettacolarizzazione e di teatralizzazione.
In particolare, la presenza di 30 figuranti a cavallo ci ha dato la possibilità di rappresentare l’arrivo in Abbazia dei Principi normanni e della loro corte.
La presenza di un gruppo di combattenti provenienti da Barletta, ci ha consentito di rappresentare la parte più drammatica dell’evento: un combattimento all’ultimo sangue, con la successiva “la danza macabra” tra i caduti e un pezzo di recitazione con espliciti riferimenti al “Trionfo della Morte”.
Un secondo momento di recitazione ha riguardato il dialogo tra due novizi e l’Abate Ursone che si sono soffermati sulla vita in un cenobio benedettino e sulla “prova ontologica” dell’esistenza di Dio elaborata qualche anno prima da S. Anselmo grande sostenitore, in quegli anni, di Papa Urbano II. L’ultimo atto di recitazione ha riguardato un salto negli anni avvenire di un cavaliere crociato ritornato impoverito e senza gloria nei suoi luoghi di origine.
Hanno, nel finale della serata, presentato il loro spettacolo gli sbandieratori della Città Lucera e i giocolieri e mangiatori di fuochi del Gruppo “Armata Brancaleone” di Barletta.
Nel Borgo medioevale è stato allestito un mercato medioevale e la cena è stata allietata da un piccolo ma originale gruppo di cantori e musici.