Vedere
e osservare questa nuova generazione,
quella del virtuale e della tv, alle prese
con la rappresentazione di un tempo che
ormai non si sente più sulla propria
pelle, fa un certo effetto, per fortuna un
effetto positivo.
Dicembre, la Piazza Princepe Umberto ha
fatto da cornice ad una rievocazione
storica e sociale dell’avvenimento
principe della cultura pietragallese, cioè
la cacciata di Borijes e dei suoi briganti
da Pietragalla grazie alla caparbietà del
popolo locale. Le vicende ormai sono note
a tutti, ma non per questo non valgono la
pena di essere rivissute.
Con la supervisione di maestre e
professoresse dell’ Istituto Comprensivo
di Pietragalla e l’AVIS, i ragazzi hanno
allestito in piazza dei momenti di vita di
quel 1861: come lavoravano, come vivevano
e soprattutto come si guadagnavano il
pane. Attraverso accurate ricostruzioni
ogni gruppetto è riuscito a suscitare
negli spettatori quella voglia di
semplicità che trasudava da ogni azione
che i nostri avi eseguivano. Quanti
ricordi può suscitare un martello che
batte sull’incudine e sul ferro; già colui
che ha scritto questo articolo ricorda
bene le mattine d’estate quando,
girovagando per il rione Sant’Antonio, si
sentiva incessante questo cadenzante
rumore che riempiva vicoli e vicoletti, e
riascoltarli anche in una semplice
rievocazione storica, riempie di buon
umore e di benevola nostalgia. Ascoltare
l’incessante procedere della serra sul
legno, osservare un agnellino spaesato che
si nasconde sotto al propria mammina,
fanno riflettere su quanto e come possa
essere cambiata la realtà, fanno
riflettere sia la gente più avanti con
l’età, sia le nuove leve su quanto possa
essere stata semplice e umile la vita
delle generazioni passate. Tra una
quadriglia e l’altra, c’è anche spazio per
la rappresentazione di un matrimonio dove
abbiamo potuto notare che le usanze,
soprattutto in un paesino come il nostro,
non sono cambiate più di tanto, sono
cambiati i mezzi ma le finalità sono
rimaste pressoché identiche.
Con l’arrivo dei cavalli e della
gendarmeria, la piazza è pronta per
assistere all’assalto dei briganti.
Le luci soffuse, la grande massa dei
partecipanti e un palazzo ducale chiuso ad
hoc da un portone realizzato appositamente
per la giornata, hanno garantito la giusta
atmosfera. Il succedersi di spari, e urla
hanno reso bene l’idea di quello che i
testi ci raccontano.
Per un paio d’ore Pietragalla ha rivissuto
i fasti che l’hanno portata ad una certa
notorietà nella storia del brigantaggio,
ma soprattutto per un paio d’ore
soprattutto i bambini sono tornati a
vivere una vita lontano dalla tecnologia
facendo rinascere in loro un po’ di sana
voglia di genuinità; gli adulti invece
hanno ripercorso un po’ della loro vita
passata e dei loro ricordi. Chi più chi
meno vorrebbe che ritornassero quei
momenti… ad ognuno la scelta!!
Dal punto di vista organizzativo è
ammirabile la voglia di tutti di cercare
di recuperare un po’ della nostra storia e
della nostra cultura andando a sfruttare
l’inestimabile patrimonio che abbiamo, sia
dal punto di vista architettonico e
storico ma anche andando a rispolverare lo
spirito pietragallese. Con la speranza che
queste manifestazioni assumano una portata
annuale e con la speranza che la
popolazione si senta sempre più coinvolta
nella vita sociale del paese, godiamoci
ancora qualche ricordo che è stato
rivitalizzato da questi magnifici ragazzi.