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CACCIATORI DEL SOLENGO

La società moderna con annessi, ormai ex, tubi catodici, ci fanno focalizzare l’attenzione solo e soltanto su eventi, manifestazioni e soprattutto sport in cui c’è un alto livello di business e nei quali gli sponsor e tutti i contorni economici, fanno si che circolino una quantità impressionante di soldi.

Tutto questo a discapito di sport minori quali: l’atletica, la ginnastica e sport di squadra minori. Ma ci sono un paio di sport ( intesi non come competizione olimpica ma inteso come hobby, passione, divertimento) che sono stati reclusi solamente a persone innamorate di questi sport. Sto parlando della caccia e della pesca.

A pietragalla però questi due sport si sono ritagliati una bella fetta fra la popolazione diventando, dopo il calcio, gli sport preferiti a livello locale. Per quanto riguarda la pesca, ricordiamo la recente istituzione dell’associazione ANUU con i suoi numerosi iscritti i quali, soprattutto in estate, sfoggiano le loro canne da pesca nei vari specchi d’acqua limitrofi.

Come la pesca, anche la caccia ha accolto molti “adepti” i quali si sono organizzati in due enti locali che agiscono in tutto il territorio pietragallese e non. L’approccio a questo sport è più difficile visti i costi abbastanza eccessivi per l’acquisto di accessori e i costi per la licenza e inoltre ritaglia soltanto una parte dell’anno anche con una limitazione di giorni. Però l’impatto che ha questo sport sulle persone è tutto un’altra cosa: stare a contatto con la natura, immedesimarsi con l’ambiente cercando di capire ogni singola “mossa” di quello che ci circonda per riuscire a catturare la preda; questi ed altri sono i fattori che influiscono sulla tempra del proprio stato d’animo: problemi, pensieri, ansie, nervosismi, svaniscono tutti quanti riuscendo a far fuggire per qualche ora lo spirito verso altri lidi a sfavore della realtà caotica e superficiale della moderna società.

Rapporto uomo-natura… un rapporto con due variabili dipendenti ma con la natura in netto vantaggio su noi umani: è Lei che ha il coltello dalla parte del manico. Ecco perché stare il più vicino possibile alla natura ci aiuta a capire molti aspetti e circostanze che ci aiutano ad agire in modo meno “tecnologico” e che ci aiuta a farci sentire più liberi e meno vincolati dall’individualismo della artificiosità di questo mondo. Ecco al bellezza della caccia… farci capire che fuggire da questa realtà non ci fa altro che bene.

Certo le critiche ci sono; ammazzare animali indifesi per puro divertimento non è bello. Anticamente la caccia era sussistenza adesso è solo puro divertimento. Però quelli che molti non sanno è che il cacciatore nel suo singolo da una grossa mano all’intero impianto ecologico locale: la federazioni italiana cacciatori ha organizzato tutto nei minimi particolari affinché ogni singolo cacciatore possa dare una mano al sistema indicando quali specie vivono e come queste vivono e prolificano: grazie a un libretto personale, ogni cacciatore è obbligato a segnalare ogni abbattimento in ogni singola zona per fa si che gli enti specializzati possano attivarsi per organizzare eventuali interventi sul campo. Inoltre in ogni riunione viene presentato il territorio nei suoi particolari dopo le quali si procede ad azioni sul territorio stesso: riorganizzazione/apertura/chiusura di riserve naturali, ripopolamento di alcune specie in vie d’estinzione, bonifica di zone ecc… tutto a favore dell’ambiente e mai a suo sfavore. E inoltre ricordiamo, che soprattutto con la caccia al cinghiale, i cacciatori cercano di mantenere equilibrato il rapporto numero di specie/metri quadrati di terreno evitando problemi che in altre zone in cui la caccia è meno organizzata ci sono.
Quindi la caccia oltre ad essere un libero sfogo è anche un filtro di controllo contro la disgregazione ambientale.

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Cacciatori del Solengo:
Una realtà pietragallese che da anni vive tra i magnifici scenari dell'Altobradano.

 

 

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E ricordati ...ogni scatto è quello giusto!

 

 

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