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Pertanto se hai una rubrica da proporre non
esitare ad entare nel nostro team per segnalare avvenimenti o manifestazioni
o occuparti di realtà locali come associazioni o artisti locali.
Uno
degli emblemi di Cancellara è il castello, che domina
sul paese.
Esso, pur degradato per l’incuria umana,
ha conservato una certa integrità tanto da prestarsi
come testimonianza della storia della Basilicata.
Purtroppo
in attesa degli urgenti lavori di ristrutturazione
deve affrontare anche il problema della proprietà.
Il
castello fu costruito dalla famiglia Acquaviva d’Aragona
intorno al 1300 e fece da residenza feudale agli Acquaviva,
ai Carafa, ai Caracciolo, ai Pappacoda.
L’articolazione
planimetrica è varia e complessa, ma unica e suggestiva.
Le
cortine murarie hanno elementi artistici significativi come
portali bugnati, decorazioni, fregi, cornicioni in pietra
lavorata, ma come detto a causa di una mancata custodia e
dei danni relativi al sisma del 23-11-1980 e dell’avvento
dell’uomo, che sfrutta i locali a pianoterra come stalle,
il castello perde molto della sua bellezza.
Le
intenzioni rivalutative del castello prevedono
l’inserimento di funzioni collettive in modo da farne
punto d’aggregazione riqualificando il tessuto urbano
circostante.
Il castello si erge
sulla sommità della collina che ospita il borgo antico.
Per
chi giunge a Cancellara da Potenza, la mole del costrutto
appare nella sua imponenza e appare evidente la costruzione
adibita alla difesa.
E’ formato da un
insieme di corpi di fabbrica a 3 livelli che racchiudono un
cortile interno quadrangolare.
Il capo esposto a Sud si
affaccia su uno strapiombo di 40m.
Sul lato Est si erge un
torrione quadrangolare avanzato rispetto all’edificio.
Di
fianco alla torre c’è l’ingresso principale preceduto
da una lunga gradinata e da un piccolo cortile racchiuso da
muri di cinta a sacco.
Le
parti più antiche sono caratterizzate da una muratura di
pietrame con una forma molto irregolare che denota una
scarsa lavorazione.
Le murature più recenti sono
invece più squadrate e raffinate.
Le finestre a Sud sono
disposte su 3 file allineate verticalmente con scansione regolare; mentre quelle a Nord appaiono disposte
in maniera più caotica.
Elementi non attinenti col resto sono una finestra trilobata
sulla cappella e il vano del balcone della torre
quadrangolare.
Il
portale ha l’archivolto e i piedritti rivestiti da
bugnato, decorato forse in stile barocco, invece risultano
più lineari le bugne del portale di accesso al cortile
esterno.
Per quanto riguarda il primo livello (seminterrato) è
costituito da vani.
Il primo è collegato con il cortile esterno tramite un
portale decorato e munito di volte a crociera ed è
denominato antiportone.
Il vano successivo presenta un soffitto costituito da
travi di legno. Inoltre troviamo altri due luoghi con
volte a unghia.
Un sinuoso e scomodo passaggio scavato nel muro funge da
accesso ai due ambienti della cappella: entrambi con volte
a crociera e a botte.
Tutto il primo livello serviva come deposito di fieno,
mansione che ancora oggi assolve.
Il cortile interno è di forma trapezoidale e presenta un
piano di calpestio inclinato e per accedervi bisogna
superare una gradinata. Sul cortile interno si apre un
vano che dà accesso ad un altro ambiente sotterraneo che
è caratterizzato da grossi archi inseriti nella muratura
del lato Nord e un bassorilievo raffigurante uno stemma
sorretto da due figure nude e tozze.
Da questo cortile si accede al secondo cortile.
L’ala meridionale è costituita da sette vani quadrangolari
esposti a Sud.
Fra questi, due presentano volte ad unghia con tracce di
affreschi.
Da un altro vano si accede al terrazzino dove troviamo
tramezzi costituiti da mattoni forati che non permettono
la lettura immediata degli spazi originali.
La parte occidentale del secondo livello è costituita da
due grandi vani con solai in ferro.
I restanti vani sono distribuiti in modo caotico.
Infine abbiamo il terzo livello ormai privo di tutti i
vani dell’ala occidentale, demoliti in seguito al sisma
del 1980.
Da notare la presenza di una scala a pioli che permette il
raggiungimento del sottotetto della torre.
Il frazionamento proprietario del castello ha fatto si che
l’intero assetto venisse modificato facendo assumere al
castello l’aspetto di un condominio.
Le ultime ristrutturazioni del palazzo sono state eseguite
dopo i terremoti del 1930 e del 1980, ed hanno comportato
anche la demolizione di alcuni ambienti.