La
prima menzione di Pietragalla in un documento ufficiale
risale all'anno 1118 e precisamente nel catalogo dei
Baroni.
Da detto catalogo, risulta appartenere alla prima
Contea, ossia al "Conestabulia Comitatus Tricarici"
Il
Racioppi classifica Pietragalla quale nome di origine
Medioevale, da cio' risale al periodo di fondazione che
coincide con il X secolo, come del resto risulta da un
documento dell'Archivio Diocesano riguardante la Basilica del
Comune.
Un altro elemento che ci fa pensare alle origini di
Pietragalla come centro abitato regolarmente istituito e
organizzato nel periodo medioevale, e' la comparsa proprio in
tale periodo, del suo stemma.
Il Comune partecipando alle
vicende politiche del periodo (Rivolta contro Carlo D'Angiò)
subisce l'influsso della presenza francese sia sotto il
profilo culturale che architettonico.
A questo periodo risale
la costruzione dell'attuale strada Breccia che collega il
centro del paese con il borgo vinicolo (I Palmenti costruiti
intorno al 1300).L'influenza provenzale si rivela anche
nell'uso dell'attuale dialetto, nelle tradizioni e nei
costumi.
Nel 1269, dopo la conquista angioina, la terra di
Pietragalla viene concessa al suffeudatario Menfridi, del
quale esistono diverse citazioni nell'archivio del Palazzo
Ducale.
Fino al 1381 il feudo di Pietragalla è appartenuto ai
conti di Morconi, in seguito diventa proprietà di Lorenzo
Anzaloris.Nel trattare la storia di Pietragalla occorre far
riferimento al borgo di Casalaspro.
Il 4 e 5
Dicembre 1456 segnano la fine di Casalaspro in quanto un
forte terremoto la rade al suolo.
Dello stesso terremoto che distrugge numerosi centri
della Lucania ed in particolare quelli facente capo
all'area del Vulture, rimane immune Pietragalla, forse
per la natura del suolo su cui essa sorge.
Le abitazioni dei pietragallesi non subiscono gravi
danni per cui molti casalaspresi si trasferiscono a
Pietragalla.
Infatti in un registro della commissione feudale del
1810 si legge: "Per il motivo sopra esposto i superstiti
del terremoto del 1456 fecero ritorno alla madre patria,
costruendosi il rione chiamato "Casale di Santa Sophia".
Nel 1480
troviamo Caterina Zurlo, di nobile famiglia
napoletana che aveva ottenuto l'investitura di
Pietragalla dal re ferrante.
Nel XV secolo il feudo di Pietragalla passa ai
Conti di Pacentro e il programma di ampliamento
del Palazzo Ducale inizia con la famiglia Orsini
che in seguito al matrimonio di uno dei figli,
decide di migliorarlo.
Il 1653 il Barone di Bisceglie, Francesco Melazzi
per 200 ducati acquista le terre di Pietragalla e
Casalaspro, mediante atto di vendita redatto dal
notaio Giovanno Pino di Napoli.
I Melazzi si succedono alla baronia di Pietragalla
per quattro generazioni.L'ultimo Melazzi Teodosio,
avendo tre figlie e quindi senza eredi diretti,
per cui una delle figlie sposando un Acquaviva
D'Aragona, Giulio da l'avvio all'insediamento di
questo nuovo casato.
Nel 1926 tuttoviene venduto e la proprietà divisa
tra le persone di Raniero Pipponzi, gia
amministratre dei Duchi D'aragona, che ebbe il
merito di trasformare l'agricoltura , fino ad
allora di tipo pastorizia in colture alternative -
intensive.
Etimologia
Le
derivazioni che il termine Pietragalla potrebbe avere sono
numerose e tutte dotate di indice logico, per cui risulta
difficile quale delle interpretazioni sia più attinente con
la realtà.
La
più comune, ma nello stesso tempo più leggendaria, farebbe
derivare il termine dal nome di un ipotetico fondatore, Pietro
Cancellario detto il "Gallo" (Condottiero dalle
origini galliche), che avrebbe fondato il paese insieme alla
vicina Cancellara.
Un'altra
versione,molto semplicistica ma non priva di
logica, farebbe derivare il nome del paese dalla
presenza di numerose Pietre Gialle (e
indubbiamente si tratta di tufo)nel suo
territorio.Poco
attendibili le derivazioni dal Francese "Gaillard"
che significa castello o
dal moderno"Galet" che stà per ciottolo.
Alcuni
fanno derivare il termine Pietragalla dal greco
"Gal" (Pietra candida) che potrebbe trovare
logico riscontro dalla pietra tufacea su cui sorge.
Secondo
il Racioppi da "gallande" termine francese che
sta per munito e fortificato, forse da mura merlate,
poiché derivate da gallanda, corona.
Lo Stemma
Un
gallo su tre monti e nei monti tre torri incluse (Racioppi)
Secondo
Lacava:Un gallo su tre monti e nei monti incluse tre
torri.
Monti
e torri color roccia, gallo sui colori naturali.
I
tre monti rappresentano "Terra", "Serra" e
"S.Michele".Le tre torri indicano i tre principali
accessi al centro storico:"Arco Melazzi", "Arco
Settanni", "Arco Via fratelli Bandiera"
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