Il turismo
culturale, alla riscoperta dei valori
architettonici e delle tecniche costruttive di un
tempo attraverso vicoli e viuzze del centro
storico.
La
bellezza di Pietragalla si puo' riscoprire nel suo centro
storico ricco di vicoletti e archi che si arrampicano fino
ad arrivare al punto piu' alto del paese dominato
dall'imponente campanile.
Pietragalla
sorge come insediamento di tipo feudale e come tale è
dominatadal castello (attuale Palazzo
Ducale) simbolo del potere politico e dalla Chiesa
Madre simbolo del potere
religioso.
Si
riscontra per il centro storico, la cui compattezza e’
verificata a tutti gli effetti, uno schema a sviluppo
radiale la cui direttrice principale e’ costituita da Via
Roma mentre il resto dell’abitato contiguo ad esso
riscontra uno sviluppo concentrico-avvolgente
Struttura compatta e
configurazione radiale del centro storico Via
Roma direttrice principale
1 Palazzo Ducale2 Chiesa Madre
Il
borgo era fortificato e l’andamento delle mura marcava i
limiti delineati in maniera netta dall’attuale centro
storico.
In
questo caso l’appellativo di “citta’ fortezza”
attribuito a Pietragalla era ed e’ tuttora appropriato.
Si
avanza un’altra ipotesi che nega l’esistenza della cinta
muraria la quale sarebbe stata sostituita dagli stessi
edifici, all’esterno alti e tangenti, con la serie di
archi minori che consentivano l’accesso all’interno del
borgo.
L'accesso era
garantito da tre porte con bastioni, attualmente
illeggibili, che rappresentavano la naturale
conclusione delle strade che dalle campagne del feudo
portavano al borgo.
Il
prolungamento di archi (accessi secondari) addossati
alle case, dall'esterno verso l'interno, avrebbe
formato il limite urbano.
La
piazza assumeva una vera e propria fisionomia che
racchiudeva tutti i connotati della piazza medioevale; in
essa si svolgevano manifestazioni pubbliche o celebrazioni
religiose, essa fiancheggiava l’edificio politico(Palazzo
Ducale) e quello religioso (Chiesa Madre) .
In
definitiva la piazza era articolata su due livelli
rappresentati da terrazzamenti e la cui spazialità
generava la destinazione d’uso (civile e religioso).
Una peculiarità degna
di rilievo: Le “Cuntane”
Come
gli “antichi” sapessero ricorrere a particolari
espedienti nel modo di costruire per migliorare le proprie
condizioni di vita lo si e’ potuto appurare grazie alle
testimonianze che nel corso dei secoli si sono succedute.
Pur
non disponendo di strumenti e tecnologie che oggi si
possono utilizzare, l’uomo dell’antichità
faceva di necessità virtù ricorrendo con molta
sagacia a semplici accorgimenti ma sicuramente
efficaci, che potessero conferire dignità e
qualità alle costruzioni soprattutto sotto il
profilo del comfort abitativo.
Tutto
questo trova parziale riscontro nel nostro centro storico dove
e’ possibile notare una peculiarità che merita senza dubbio
attenzione per l’aspetto tecnologico ed architettonico che essa
riveste.
Si tratta delle “Cuntane” ; questo termine
dialettale indica uno spazio
strettissimo variabile da un minimo di 30 a un massimo di 60 cm
tra due aggregazioni di fabbricati dello stesso
comparto.
La
funzione principale delle “Cuntane” e’ quella di
convogliare e smaltire le acque piovane
scaricate dalle falde interne dei tetti dei fabbricati
tramite gronde e pluviali, grazie ad una leggera
pendenza formata dal livello superiore ed inferiore
delle due strade che delimitano il comparto.L’interspazio
con l’ausilio di piccole aperture praticate nella
muratura o piccole finestre,garantisce l’aerazione e
la parziale illuminazione dei vani che vi si
affacciano, generalmente sono dei locali di servizio
come la cucina o il bagno.
Le Cantine del
centro storico:"I Rutt"
Percorrendo
le strade e i vicoli del centro storico si nota la forte
presenza dei locali adibiti a cantina , le cosiddette “rutte”
secondo il gergo dialettale pietragallese.
Sono
concentrate prevalentemente lungo Via Mancosa chiamata così
perchè situata nella zona Nord del centro storico e quindi poco
esposta al sole.La
maggior parte di questi locali costituiscono delle
vere e proprie cavità sotterranee.
Ricavate
scavando nel terreno di natura tufacea ; situate
generalmente rispetto al livello stradale ad una profondità che
va dai 4 ai 5 metri, vi si accede tramite una scala interna in
pietra o in tufo.
Le
cantine si sviluppano al di sotto delle abitazioni spingendosi a profondità
considerevoli al cui interno si sviluppa una
temperatura di 7 °C che assicura un habitat naturale per la
conservazione del vino in botti di quercia.
La chiusura
orizzontale che delimita questi locali da quelli
soprastanti delle abitazioni e’ del tipo volta a botte che può
essere in pietra locale oppure ricavata nelle roccia tufacea.
Per
favorire la ventilazione e quindi il miglioramento delle condizioni
termoigrometriche al loro interno sono stati predisposti dei fori
nella muratura o
delle finestrelle di
dimensioni generalmente 10x20 cm.
Fotogallery:Percorrendo i vicoli del centro storico
Per
ingrandire le immagini basta cliccare sulle miniature