San Teodosio: "Tra tradizione e leggenda"
Cultura, usanze, tradizioni
di basilicata, la festa di San Teodosio a
Pietragalla
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Dal
9 all’11 maggio a Pietragalla si vive un’atmosfera di
festa e gioia, perché proprio questi giorni sono dedicati
ai festeggiamenti in onore del Santo Patrono “San
Teodosio”.
Come in tutti i paesi del meridione la
gente è molto legata tradizione, caratterizzata
prevalentemente dalle manifestazioni religiose, ma anche dal
programma della cosiddetta “festa civile”, organizzata
dal Comitato feste, formato da volenterosi cittadini, che attraverso la
QUESTUA, che viene iniziata verso marzo raccolgono i fondi
necessari per la riuscita della programmazione, girando per
tutte le case del paese.
Si
inizia il giorno 9 maggio con la fiaccolata attraverso le
strade del paese, parate a festa da gallerie d’archi
luminosi.
Durante la fiaccolata viene portata fino in piazza
Maggio la statua di San Teodosio “zicc” ( piccolo ).
Il
culmine delle festività religiose si ha però il giorno
seguente, durante il quale c’è la solenne e fastosa
processione,
nella quale vengono portate oltre alla statua del patrono,
anche quelle di tutti gli altri santi, che possiede la
parrocchia.
II
corteo è accompagnato dalle note dell’immancabile banda
del paese e dalle preghiere dei fedeli, che vi partecipano
in massa. |
Infine l’11 maggio la statua di San Teodosio
“zicc” viene riportata in chiesa.
Il programma delle
manifestazioni civile prevede l’ormai consueto concerto
dell’11 sera, che richiama un gran numero di gente dalle
zone limitrofe, e il finale “esplosivo” con lo
spettacolo dei fuochi pirotecnici. |
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Il
sogno avverato:
Il parroco nella notte
precedente il giorno della scelta del nome del nuovo
protettore, sognò di trovarsi in una grande sala, alle cui
pareti erano addossate numerose urne contenenti reliquie di
santi martiri.
Una di quelle urne, collocata in un angolo
della sala, recava la scritta “San Teodosio Martire”. Si
avvicinò all’urna ed ecco apparirgli un giovane bello e
splendente, rivestito di corazza e con in capo un elmo
scintillante, che lo invitò a scegliere lui come protettore
di Pietragalla.
Svegliatosi non fece più caso al sogno. Ma
una volta giunto in Vaticano, si avverò in pieno quello che
aveva sognato.Introdottosi in una sala identica al sogno,
in un angolo di essa vi era l’urna di un santo martire con
la scritta “San Teodosio Martire”.
Scelse, naturalmente, quel santo e quelle reliquie vennero
traslate a Pietragalla,
dove giunsero il giorno 8 di maggio. Di San Teodosio
martire, il martilogio romano trasmette scarse notizie. “A
Roma, sotto l’imperatore Claudio III (269-270 d.C.)
subirono il martirio Teodosio, Lucio, Marco, Pietro e
soldati pretoriani”.
E poi: “Il padre Domenico Bruno S.I., nel 1730,
fondò a Pietragalla la congregazione della
compagnia dei Gesuiti”.“Ad opera dell’arciprete mons.
Donato Zotta, l’altare maggiore, in seguito alle
disposizioni del Concilio Vaticano II, fu demolito, rifatto
in nuova forma come oggi usasi celebrare rivolti
all’assemblea. Il retro e il tabernacolo furono sistemati
ad opera del comitato di San Teodosio. |
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Reliquie
del corpo glorioso di San Teodosio
Due studiosi dicono di aver
appreso la storia di San Teodosio da documenti non più
esistenti nell’archivio parrocchiale.
Dalle visite
pastorali, la prima volta che si parla di queste reliquie è
con l’arcivescovo Antonio De Ryos Colminares il 21 Maggio
1700.
Nel 1704 fu data la sistemazione definitiva alle
reliquie di SanTeodosio, sotto l’altare maggiore. Nel 1729
il popolo e l’università ottennero il consenso dalla
santa sede per averlo come protettore e di difensore di
Pietragalla.Nell’anno 1663, il 16 Aprile, sotto il
Pontificato di Alessandro VII l’università della terra con
l’arciprete
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don Giovanni Iacobuzio e una commissione
di cittadini si procurarono per mezzo del sacerdote don
Marco Pirrone della terra di Tito, diocesi di Potenza, tutte
per intero le reliquie del corpo del glorioso martire. Il
rev.mo don Ottavio Carrafa, vicario di quel tempo e vice
reggente della corte romana, le consegna al detto don Marco,
disposti in una cassetta di legno, intorno legata a modo di
croce, con un filo di canapa e in due luoghi sigillata con
cera di Spagna, con il sigillo dell’ ill.mo e rev.mo
vicario generale con la facoltà e licenza di poterle
esporre e collocare in pubblica venerazione, il
tutto appare detto nel buon di consegna, rogato
per mano di A.Scicalla
Fiorello, notaio in quel tempo della curia romana.
Copia di quell’atto di consegna si conserva nell’archivio
diocesano di Matera, con simile autentica estratta dalla
medesima, si conserva nell’archivio della chiesa:
“Trasferite le sacre reliquie nella terra di Pietragalla,
nello stesso anno 1663, e proprio l’8 maggio, e giunte
nella medesima…affinchè fossero esposte alla pubblica
venerazione”. Nel martirologio romano sono ricordati il 25
ottobre: Teodosio, Marco, Lucio, Pietro e compagni. Nel
martirologio geronimiano sono ricordati, alla stessa data,
centoventi soldati sepolti nel cimitero di Tasone Massimo. |
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La devozione a San
Teodosio
Per la prima volta
si parla di San Teodosio nel 1700 ed è tale il
fervore al santo che si vorrebbe intitolare la
chiesa matrice a lui. Nella visita pastorale
dell’arcivescovo Antonio De Ryos Colminares ecco
come si descrive l’arrivo il 21 maggio 1700: “ Il
giorno 21 maggio l’ill.mo e rev.mo Antonio De Ryos
Colminares, proseguendo la santa visita, di
mattino discese da Cancellara e alla terra di
Pietragalla si portò, con tutto il suo solito
comitato e giunto accedette alla casa del cantore
De Bonis; dei magnifici del regimine di dette
terra sotto il baldacchino ricevuto e alla chiesa
matrice parrocchiale con il titolo di San Teodosio
processionalmente procedendo con il clero fece in
essa tutte le cerimomie prescritte dal Ponteficale
romano. “Nella visita pastorale dell’arcivescovo
Antonio Maria Brancaccio, il 30 maggio 1704, si
descrive l’altare maggiore dedicato a San
Teodosio”. Visitò l’altare maggiore con
l’invocazione di San Teodosio con il diritto di
patronato sia del barone come dell’università,
l‘altare fu trovato ornato decentemente con tutto
il necessario per la celebrazione della messa, et
laudavit. In questo altare, è il corpo del
suddetto San Teodosio. Eretto un altro altare a
San Girolamo della famiglia Glinno e Amato.
La chiesa di San Cataldo è di diritto di patronato
dell’università.
Un’altra chiesa edificata a Pietragalla: quella di
Sant’Antonio Abate.
Nella chiesa di Sant’Antonio di Padova vi sono
altri due altari del monte Carmelo e di San
Giovanni Battista della famiglia Cillis.
Fino al 1629 si parla della venerabile chiesa di
San Giovanni Battista che con certezza è caduta e
la statua è stata trasferita nella chiesa di Sant’Antonio
di Padova.
La chiesa di San Giovanni fu visitata, ed era ben
accomodante, al tempo del cardinale Saraceno nel
1543.
I dati sono tratti da “Pietragalla” di Teo da
Pietragalla ALFAGRAFICA LAVELLO |
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San
Teodosio in Argentina
Scopri
la festa degli emigrati Pietragallesi in Argentina
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La
festa di San Antonio Abate
A
Pietragalla fino a pochi anni fa, era consuetudine festeggiare
la ricorrenza di S.Antonio nel mese di gennaio.
A partire da
dieci giorni prima della festa si svolgeva in chiesa la
“Novena” tutte le mattine e tutte le sere, fino al giorno
17, quando la Messa era celebrata alle ore 10.00 e alle ore
11.00.
Quando terminava la seconda celebrazione il sacerdote
usciva dalla Chiesa per benedire i beni della gente: Salsiccia
(savzizz’), asini (ciucc’) e muli.
A pranzo era solito
mangiare la salsiccia con la verdura (fogl’).
Il pomeriggio,
invece, veniva innalzato il palo (ancora oggi si usa fare in
tal modo), lu Magg’, che unto con il sapone rendeva
difficile la salita di coloro che tentavano di accaparrarsi le
migliori specialità del paese: prosciutti, salumi…Chi ci
riusciva non solo poteva mangiare tutto questo, ma anche gli
spaghetti (spaett’), che poi venivano lanciati in testa alla
gente.
Quindi possiamo dire che nessuno poteva
lamentarsi…Tutti tornavano a casa con un bel regalo!. La
grande festa, poi, continuava fino a mezzanotte con il giro
della “banda” tra le vie del paese.
Fotogallery San Teodosio 2007
Rivivere (seppur virtualmente) i momenti piu
significativi dei festeggiamenti in onore del nostro Santo Protettore e'
importante.
Immagini che dedichiamo con affetto a coloro che pur essendo lontani dal paese
natio sono legati alle proprie origini.
Per
ingrandire le immagini basta cliccare sulle miniature
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