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L'involtino Pietragallese:"Lu mgliatiedd"
Nella tradizione culinaria di
Pietragalla una delle ricette intramontabili è quella del “migliatieddo”.
Meglio conosciuto come involtino, esso è considerato una vera e
propria leccornia da chi non ha gusti particolarmente sofisticati.
Il “migliatieddo” non esige di una
preparazione laboriosa. Si taglia longitudinalmente a piccoli
pezzi una certa quantità di frattaglie di agnello (fegato,
polmoni, cuore, intestini, velo di agnello ecc.). Bisogna
avvolgere i pezzi con il velo di agnello( opportunamente lavato e
risciacquato) dopo averli conditi con aglio, prezzemolo, sale,
pepe e formaggio. |
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La famosa
cicoria pietragallese
Ingredienti per quattro persone
-
1 chilo di pancetta di vitello
-
sedano
- 2-3
pomodori
- un
po’ di salsiccia
- un
po’ di cotechino
- 1,5
chili di cicoria
- 1
osso di prosciutto crudo
Preparazione
Mettere
la carne in una pentola e farla bollire, aggiungere tutti gli
ingredienti, ovviamente tranne la cicoria. Una volta che il tutto
è già bollito, filtrare il brodo e versarlo in un’altra
pentola con la cicoria, anch’essa già bollita, per insaporirla.
Ogni piatto viene condito, ragù pecorino. E’ d’obbligo
accompagnare questo piatto con l’ottimo vino pietragallese. |
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“Lu Sang’ nacc”
della serie del maiale non si getta nulla
Il
sanguinaccio si ottiene dal sangue, che fuoriesce dalla gola
del maiale, nel momento in cui viene ucciso. La tradizione
vuole che venga raccolto all’istante in un secchio.
Ingredienti:
½
litro di sangue di maiale
1
tavoletta di cioccolato fondente
½
litro di latte
un
po’ di sugna
3-4
cucchiai di zucchero
1
chilo di farina
una
bustina di lievito
Preparazione
Il sangue
raccolto viene filtrato e versato in una pentola mescolato con
il latte, cioccolato, zucchero e sugna. Si mette a cuocere a
fuoco lentissimo per 5-6 ore, mescolando continuamente. Nel
frattempo si prepara la sfoglia normalmente e si mette a
cuocere nel forno. Una volta cotta, la sfoglia viene riempita
dal sangue, si fa raffreddare, e lu sang’nacc pronto.
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Lu Cavzon ch la cvodd
(Dolce con la cipolla della vigilia di Natale)

Anche il calzone con la cipolla fa parte
delle abitudini gastronomiche pietragallesi. Esso è un dolce
prelibato e tradizionalmente è presente sulle tavole
pietragallesi durante festività natalizie.
Per prepararlo bisogna utilizzare i
seguenti ingredienti:
- 1 kg di farina;
- acqua;
- 1 cucchiaio d’olio;
- sale;
- cipolle fresche;
- acciughe;
- fichi secchi;
- uva passa;
- mandorle;
- chiodi di garofano;
- miele( vanno bene anche vino cotto o zucchero);
- noci.
E’ necessario svolgere due operazioni
distinte quali la preparazione del ripieno e quella della sfoglia.
Per quanto riguarda la prima bisogna
soffriggere la parte bianca delle cipolle in olio d’oliva;
successivamente tritare i fichi secchi, spelare le mandorle in acqua
bollente, tostarle e macinarle; togliere le lische alle acciughe e
macinarle; dopo di che si assembla il tutto.
Per la sfoglia viene messa la farina
sulla spianatoia, la si dispone a fontana e si aggiungono un cucchiaio
d’olio, un pizzico di sale e zucchero e un po’ d’acqua tiepida.
Impastare e aggiungere ancora acqua per ottenere una pasta morbida e
liscia.
Poi bisogna foderare una teglia d’olio
fino ai bordi con metà della pasta stesa prima con il mattarello per
ottenere una sfoglia di qualche millimetro di spessore.
Quindi si può versare il ripieno e poi
la pasta rimasta. La sfoglia poggiata sul ripieno deve avere i bordi
combacianti con quelli della sfoglia sottostante al ripieno; poi si
possono operare degli smerli con l’apposito stampo per abbellire la
pietanza che sarà cosparsa da olio e zucchero.
Quindi cuocere in forno per una trentina
di minuti e lasciar raffreddare prima di accingersi a gustare.
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Maccaron ch la mddea"
(Pasta con
mollica tipico della vigilia di Natale)

Ingredienti
(per la mollica):
Noci,
mandorle schiacciate
Fichi
(appassiti in estate proprio per preparare questo piatto)
Malvasia
(uva appassita paesana), un
po’ di cannella, zucchero, cipolla sp’nzad (cioè le prime del periodo) mollica
di pane stagionata, 1
scatola di pelati, baccalà
(oggi però si usa l’anguilla) 1
chilo di farina di grano duro ½
litro di acqua tiepida
Preparare la pasta
Stendere
la farina sul t’mbagno (spianatoia), fare un buco al centro, in cui
poco alla volta si versa l’acqua e s’inizia ad impastare, formando
un panetto che poi si stende con un matterello, formando una sfoglia di
½ cm, far asciugare e poi tagliare a fettuccine.
Preparare
la mollica
Prima
di tutto sbriciolare la mollica. Prendere una pentola e versare 4-5
cucchiai di olio, aggiungere uno spicchio di cipolla sp’nzad e far
soffriggere a fuoco lento per circa un’ora, aggiungere poi 3-4 fichi,
una decina di mandorle,un grappolo di malvasia, 5 noci, e 1cucchiaio di
zucchero, far amalgamare il tutto sempre a fuoco lento per pochi minuti.
Preparare
il sugo
Soffriggiamo
la cipolla, aggiungiamo i pelati, il baccalà o l’anguilla.Dopo aver
preparato tutto condire la pasta con la mollica e con il sugo, servire
ben caldo accompagnato da un salutare bicchiere di vino preferibilmente
bianco.
La focaccia "chi frittl"
Comprare
al forno 1 chilo e mezzo di pasta frolla. Ricavare il grass
o
(la nzogn’) dal maiale per farlo friggere in una padella.
Stendere la pasta e mettere in essa la nzogn’ e i frittl’
, questi ultimi ricavati dal grasso del maiale. Lasciare
riposare per circa cinque minuti vicino al fuoco e poi mettere
in forno a cuocere finchè la superficie della sfoglia non
diventa leggermente rossa.Servire ben calda, accompagnata da
un buon bicchiere di vino locale.
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