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A
pochi
giorni
dal
rinnovo
delle
cariche
della
più
importante
Associazione
che
rappresenta
il
territorio,
abbiamo
incontrato
il neo
presidente
Donato
Ceraldi,
al quale
è stata
rivolta
una
serie di
domande
in
merito
agli
intenti
programmatici
da
attuale
con il
rinnovato
gruppo
di
lavoro
della
Pro Loco
Pietragalla.
Rivolgendo
a te e
al nuovo
Consiglio
direttivo
gli
auguri
di buon
lavoro
per gli
anni che
vi
vedranno
impegnati
alla
guida
della
Pro Loco
di
Pietragalla,
è
d’obbligo
iniziare
l’intervista
chiedendoti
come è
maturata
la
scelta
di
individuare
in te il
nuovo
presidente.
Ringraziando
per
l’augurio
iniziale,
rispondo
subito
che
nonostante
io sia
stato da
sempre
impegnato
in
attività
sociali,
è la
prima
volta
che
ricopro
ufficialmente
un
incarico
nell’ambito
di una
entità
associativa
pietragallese.
La
domanda
mi
risulta
abbastanza
impegnativa
ed esige
una
risposta
chiara e
compiuta.
Nel
senso
che non
era nei
miei
programmi,
sino a
qualche
giorno
prima
del
rinnovo
degli
organi
della
pro
loco, un
impegno
personale
diretto,
fino a
quando,
in
occasione
dell’assemblea
degli
iscritti
tenutasi
il 9
ottobre
scorso,
nella
quale si
è
proceduto
all’approvazione
del
bilancio
per
l’anno
2009 ed
altri
adempimenti,
è
scaturito
un
confronto
importante
dal
quale ho
constatato
che un
mio
impegno
diretto
avrebbe
potuto
incoraggiare
un
coinvolgimento
più
ampio
degli
iscritti
e
rendere
più
dinamica
la
partecipazione
dell’assemblea
quale
organo
sovrano
di una
associazione.
Dico
questo
perché,
pur
essendo
stato
sempre
coinvolto
da
vicino,
anche
nelle
decisioni
importanti,
da parte
del
presidente
Rocco
Manzella
ed altri
componenti
del
direttivo,
ho
sempre
agito
nel
rispetto
dei
ruoli,
facendo
valere
le mie
facoltà
di socio
ordinario
nell’ambito
delle
riunioni
dell’assemblea,
esprimendomi
pubblicamente
in
merito
alle mie
impressioni
riguardo
i
correttivi
che
ritenevo
opportuno
apportare
o, in
altre
circostanze,
sollecitando
altri
partecipanti
a
confrontarci
sulle
questioni
del
caso.
Dopo
quella
riunione
ho
ritenuto
opportuno
predispormi
per un
impegno
diretto
nell’ambito
del
Consiglio
direttivo,
come
semplice
componente,
al fine
di dar
seguito
personalmente
ad
alcune
delle
proposte
che
apertamente
in sede
di
assemblea
ho
formulato
nel
corso di
questi
due
anni, a
partire
dall’ottobre
del
2007,
allorquando
si
decise,
per
impegno
diretto
del
sindaco,
di far
ripartire
la pro
loco. Ho
deciso
di
mettere
a
disposizione
la mia
persona
alle
valutazioni
degli
iscritti
solo in
occasione
dell’assemblea
del 23
ottobre
scorso,
cogliendo
l’invito
del
presidente
uscente
il
quale,
con
ammirevole
onestà
intellettuale,
ha
esortato
i
presenti
a
proporsi
per far
si che
la pro
loco
potesse
crescere
con lo
sguardo
rivolto
alle
generazioni
che
verranno,
nel
rispetto
delle
generazioni
che ci
hanno
preceduto.
I lavori
assembleari
si sono
svolti
con
insolita
partecipazione
grazie a
diversi
interventi
che
hanno
visto la
convergenza
nelle
motivazioni
che ho
posto
alla
base
della
mia
disponibilità
a
guidare
la pro
loco. La
disponibilità
del
presidente
uscente
a
continuare
a
lavorare
per la
pro loco
lasciando
spazio,
nel
contempo,
a chi si
è
proposto
e la
unanimità
dei
presenti
ad
accettare
la mia
persona
quale
presidente,
sono
stati
gli atti
che
hanno
determinato
l’assunzione
dell’incarico
di
conduzione
della
pro loco
Pietragalla.
Uno
stravolgimento
programmatico
o una
sterzata
per il
prosieguo
delle
attività?
Niente
di tutto
questo.
Ho
fortemente
voluto
la
presenza
nell’ambito
del
Consiglio
direttivo
di Rocco
Manzella,
persona
di
notevole
spessore
culturale
della
quale
l’associazione
che
rappresenta
Pietragalla
non può
assolutamente
privarsi.
E’ da
attribuirsi
a lui la
realizzazione
e la
tenuta
della
Casa
Museo
della
Civiltà
Contadina,
ubicata
nel
palazzo
Muscio-Messina,
nel
cuore
del
nostro
centro
storico,
un
gioiello
da
custodire
gelosamente,
che
riceve
gli
apprezzamenti
di tutti
i
visitatori
che si
avvicendano,
a
partire
dalla
sua
apertura
ufficiale
dell’agosto
2008,
luogo
nel
quale si
può
ripercorrere
momenti
della
storia
dei
nostri
avi e
del
folklore
pietragallese.
Visto
che
questa è
la prima
mia
riflessione
ufficiale
in veste
di
presidente,
credo
proprio
che
Rocco
Manzella
- ora
più
libero
dagli
impegni
burocratici
e di
rappresentanza
che gli
hanno
sottratto
tempo
prezioso
ai suoi
approfondimenti
storico-culturali
- debba
farsi
carico
di
questioni
che
riguarderanno
l’implementazione
di
gruppi
di
studio
inerenti
la
storia,
il
folklore
ed altri
ambiti
che
saranno
alla
base
delle
attività
che si
dovranno
necessariamente
sviluppare.
Allora,
quali le
linee
programmatiche
lungo le
quali si
svilupperà
il
lavoro
del
nuovo
presidente
e la
squadra
che lo
affiancherà?
Ritengo
corretto
precisare
che
rispetto
a due
anni fa,
questa
nuova
squadra
parte in
vantaggio
in
quanto
il dato
acquisito
in
questi
due anni
di
impegno
è
senz’altro
positivo.
Tanto è
stato
fatto
per
rivitalizzare
la pro
loco,
grazie
alla
collaborazione
operativa
di tanti
giovani
e
genitori
che si
sono
spontaneamente
avvicinati
in
occasione
di
eventi
che
hanno
voluto
significare
impegno
e
serietà
finalizzato
alla
promozione
della
socialità
e
dell’immagine
di
Pietragalla
per
mezzo
della
pro
loco.
Come
dicevo
in
precedenza,
ho
sempre
manifestato
durante
le
riunioni
degli
iscritti
la
urgenza
di
lavorare
per la
costruzione
di un
assetto
organizzativo
più
stabile,
nel
senso
che, in
questi
due
anni, i
lavori
sono
stati
condizionati
dalla
partecipazione
discontinua
o dal
venir
meno
rispetto
ad un
impegno
assunto
da parte
di
alcuni
componenti
del
Consiglio
direttivo.
Questo
ha
influito
sull’assetto
organizzativo
delle
attività
burocratiche
(non
trascurabili)
e sulla
pianificazione
di tutti
gli
eventi
programmati.
Infatti,
lo
statuto
non fa
riferimento
alla
possibilità
di
surroghe
nel caso
di
dimissioni
o
impedimenti
di
componenti
del
direttivo.
Ci
metteremo
da
subito
al
lavoro
per
redigere,
entro la
fine del
mese di
novembre
prossimo,
il
regolamento
interno
che
disciplini
il
funzionamento
della
pro
loco,
come
previsto
dallo
statuto,
ed
inoltre,
entro lo
stesso
termine,
l’individuazione
dei
settori
(culturale,
storico,
sociale,
artistico,
sportivo)
ove chi
si
iscrive
può
manifestare
il
proprio
apporto
di idee
da
tradurre
in
iniziative
da
svilupparsi
nell’ambito
territoriale
in cui
la pro
loco
opera.
Inoltre,
lavoreremo
mediante
la
convocazione
frequente
di
assemblee
dei
soci
affinché
l’iscritto
possa
avere la
possibilità
di
sentirsi
partecipe
ai
processi
decisionali,
generalmente
demandati
al
direttivo.
Incoraggeremo
le
iscrizioni
dei
concittadini
dei
nuclei
abitati
di San
Nicola,
San
Giorgio,
Cappelluccia
e Lolla,
affinché
la pro
loco
possa
beneficiare
del
contributo
di idee
da
sviluppare
su tutto
il
territorio
comunale.
E’
assolutamente
prioritario
rafforzare
il
rapporto
sussidiario
con
l’Amministrazione
comunale,
con le
Istituzioni
scolastiche
ed altri
enti
ricadenti
del
territorio
pietragallese,
come è
altrettanto
necessario
riprendere
il
dialogo
programmatico
con
tutte le
associazioni
che
lavorano
sul
territorio.
Penso
pure
alla
possibilità
di
gemellaggi
con
altre
pro loco
d’Italia,
finalizzata
all’amplificazione
dell’immagine
di
Pietragalla,
mediante
l’adesione
all’Unione
delle
Pro Loco
d’Italia
(U.N.P.L.I.),
organismo
di
interscambio
e
condivisione
delle
attività
turistiche
italiane.
Tutto
ciò
sempre
con la
più
ampia
condivisione
di
tutti.
A
proposito
dell’organizzazione
degli
eventi.
E’
ritornata
alla
luce di
recente
l’annosa
riflessione
secondo
cui
dovrebbe
essere
la Pro
Loco a
coordinare
tutti
gli
eventi,
specie
quelli
estivi.
A
proposito,
considerata
la tua
esperienza
nel
campo,
come
pensi di
affrontare
questo
argomento?
Ritengo
questa
una
tematica
abbastanza
complessa
che non
si può
liquidare
con
banali
commenti
di
circostanza
o
proporre
soluzioni
affrettate
senza
affrontare
nel
merito
le
dinamiche
che
determinano
le
scelte
delle
associazioni
presenti
sul
territorio.
Partendo
dal
concetto
che,
secondo
me, è
giusto
rispettare
l’identità
di tutte
le
associazioni
che
svolgono
l’attività,
ciascuna
per gli
scopi
per i
quali
operano,
sarei
favorevole
ad
accordi
progettuali
con
tutte le
associazioni
che
richiedano
la
collaborazione
della
pro
loco, a
patto
che si
lavori
in
maniera
congiunta
nella
elaborazione
di una
idea
progettuale
oggetto
di
eventuale
proposta.
Riguardo
la
questione
della
redazione
di un
cartellone
unico,
soprattutto
per gli
eventi
del
periodo
estivo,
credo
che si
possa
ovviare
con la
collaborazione
degli
Uffici
comunali
che
ricevono
le
richieste
di
autorizzazione
per le
manifestazioni
programmate
dalle
varie
associazioni
e
trovare
l’intesa
per
stampare
un unico
manifesto
informativo
che
contenga
tutti
gli
eventi e
gli
organizzatori
degli
stessi.
Quindi,
nessuna
priorità
della
pro loco
rispetto
alle
altre
associazioni?
Più che
di
priorità
io farei
riferimento
agli
scopi
per i
quali
una
associazione
si
costituisce.
Mi
spiego.
Se
un’associazione
ha una
finalità
specifica
e
differente
rispetto
a quella
della
pro
loco,
vorrà
dire che
non vi
sarà il
rischio
di una
duplicazione
di
eventi.
Nell’ambito
dei
contatti
che
avvieremo
con le
associazioni
pietragallesi,
avremo
modo di
confrontarci
anche su
questo
punto.
Un
esempio
concreto
è quello
della
banda
musicale:
se vado
a
suonare
perseguirò
il fine
musicale.
Se la
banda
musicale
e la pro
loco
decidono
di porre
in
essere
un
progetto
che
serve
per
promuovere
l’immagine
del
territorio,
insieme
saranno
più
forti
nell’inviare
un
messaggio
di
promozione
territoriale
su una
frequenza
più
ampia.
In ogni
caso,
sempre a
titolo
di
esempio,
se il
musicista
che
suona
nella
banda
voglia
ampliare
il
proprio
impegno
sociale,
si
iscrive
alla pro
loco
manifestando
la
priorità
di
partecipazione
nell’ambito
delle
attività
artistiche
e
culturali.
Questo
porterà
alla
naturale
formazione
di
gruppi
di
lavoro a
seconda
delle
passioni
di ogni
iscritto,
rendendo
più
organico
e
funzionale
il ruolo
dell’istituzione
pro
loco. Ho
voluto
fare
solo un
esempio
per
rendere
meglio
il mio
pensiero
in
merito a
questo
discorso
che,
ripeto,
meriterebbe
un
approfondimento
più
ampio.
Seguo
con
attenzione,
invece,
gli
sviluppi
che
riguardano
la
discussione
attorno
alle
iniziative
di
promozione
del
turismo
che
proprio
di
recente
sono
state
messe in
campo
dalla
Regione
Basilicata.
E’
necessario
capire
quale
sarà il
ruolo
delle
pro loco
nell’ambito
dell’attuazione
di
queste
iniziative,
considerata
l’importanza
istituzionale
che la
legge
conferisce
proprio
alle pro
loco. A
tal
proposito
ci
impegneremo
per far
giungere
le
nostre
istanze
agli
Organi
preposti
perché
Pietragalla
ha tutti
i
requisiti
per
rientrare
in un
sistema
di
percorsi
di
interesse
storico,
paesaggistico
ed
enogastronomico
capace
di
calamitare
flussi
culturali
e
turistici.
Con
orgoglio
di
appartenenza
alla
comunità
di
Pietragalla
faremo,
tutti
insieme,
la
nostra
parte
nel
rispetto
del
lavoro
sino ad
oggi
svolto
da
quanti
sono
transitati
nella
pro
loco.
Con la
passione
sociale
che da
sempre
mi
connota,
ringrazio
sin
d’ora
quanti
vorranno
avvicinarsi
ed
offrire
un
contributo
di idee
ed
incoraggiarci
o
suggerirci
correttivi
per le
iniziative
che
metteremo
in
campo.
Ringraziando
per le
anticipazioni
in
qualità
di neo
presidente,
rinnovo
alla pro
loco gli
auguri
di buon
lavoro,
con la
certezza
che
saprete
mettere
in campo
l’impegno
e la
responsabilità
che vi
contraddistingue
nella
vita di
tutti i
giorni
in nome
della
comunità
pietragallese
tutta.
Intervista
a cura
di
Antonello
Ruzzi
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