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Anche
quest'anno,
la
mattina
del 3
febbraio,
i
bambini
di
Cancellara
sono
stati
piacevolmente
destati
dalle
note
diffuse
dalla
Banda
Musicale
durante
il
tradizionale
giro per
le vie
del
paese.
E' così
che
hanno
inizio i
festeggiamenti
per S.
Biagio,
patrono
di
questo
comune
lucano,
il cui
culto
risale a
molti
secoli
fa; non
tutti
sapranno,
infatti,
che S.
Biagio
era un
vescovo,
oltrechè
medico,
originario
di
Sebaste
- in
Armenia
-
vissuto
tra il
III e i
IV
secolo.
Fatto
prigioniero
dai
Romani,
venne
straziato
con i
pettini
di ferro
usati
per
cardare
la lana.
I
cancellaresi,
da
sempre
devotissimi
al loro
patrono,
anche
quest'anno
si sono
raccolti
numerosi
nella
Chiesa
Madre
per
ascoltare
la Santa
Messa
celebrata
da S.E.
Mons.Giovanni
Ricchiuti
-
Arcivescovo
di
Acerenza
- cui ha
fatto
seguito,
come
previsto
dal rito
cattolico,
la
benedizione
ai
fedeli
intervenuti
e la
solenne
processione
per le
strade
del
paese
con il
simulacro
del
Santo.
Esaurita
la
dimensione
religiosa,
tutti a
casa per
degustare
il
pranzo
dal
quale,
ovviamente,
non
poteva
mancare
la
celebre
salsiccia
-
prodotto
tipico
che da
anni si
associa
alla
festività
patronale
- nota
per la
sua
genuinità
e
prelibatezza.
Nel
pomeriggio,
intorno
alle
17.30,
ancora
un
appuntamento
religioso:
la
benedizione
della
gola di
cui
S.Biagio
è
protettore
e la
distribuzione
dei
panini
benedetti;
si
tramanda,
infatti,
che
S.Biagio
abbia
curato
miracolosamente
un
bambino
che
rischiava
di
soffocare,
per aver
ingerito
una
lisca di
pesce,
invitandolo
a
deglutire
una
mollica
di pane.
Al
termine
della
celebrazione,
è stato
possibile
visitare
la
mostra
fotografica
dedicata
a don
Giuseppe
Libutti,
parroco
locale
morto
esattamente
35 anni
fa; la
mostra,
che
rimarrà
aperta
fino a
domenica
7
febbraio,
illustra
le tappe
fondamentali
della
vita di
don
Peppino,
proponendo
numerose
fotografie
di
battesimi,
matrimoni,
comunioni
e
cresime
in cui i
curiosi
visitatori,
con una
nota di
nostalgia,
si sono
divertiti
a
riconoscere
amici e
parenti.
L'evento
organizzato
dall'Unitre
ha
previsto,
inoltre,
una
raccolta
fondi
per i
terremotati
di
Haiti.
Non solo
religione
e
cultura
a
Cancellara:
la
regina
della
serata è
stata,
come da
tradizione,
la
salsiccia
prodotta
artiginalmente
seguendo
con
rigore
l'antica
ricetta.
E' stato
possibile
gustarla
in tutte
le
salse:
nella
pasta
fatta in
casa,
sulla
pizza o
in caldi
panini
preparati
al
momento.
Salumi e
formaggi
vari,
crostini
con olio
locale,
un buon
bicchiere
di vino
hanno
deliziato
i
numerosi
visitatori
che
affollavano
gli
stands
opportunamente
allestiti
in
Piazza
Sedile.
E per
dessert?
Niente
paura!
Calde e
croccanti
"crustl",
frittelle
tipiche
natalizie,
hanno
soddisfatto
i palati
più
esigenti.
Nel
contempo
il trio
"LatinLiscio"
ha
allietato
la
serata,
spingendo
al ballo
il folto
pubblico
presente
che ha
potuto
divertirsi,
nonostante
i
cappotti
e le
sciarpe
ingombranti,
tra il
tradizionale
liscio
ed i
coinvolgenti
ritmi
latino-americani.
Infine
alle ore
23.00,
sul
castello
di
Cancellara
sono
piovuti
coloratissimi
fuochi
d'artificio
che
hanno
tenuto
tutti i
presenti
col naso
all'insù.
E dopo
l’apprezzatissimo
spettacolo
pirotecnico
ancora
musica,
danze e
salsiccia
in
quantità.
Pertanto,
anche
quest'anno,
bilancio
positivo
per la
festa di
S.
Biagio
testimoniato
dalla
massiccia
affluenza
di
visitatori
che
hanno
particolarmente
gradito
questo
cocktail
dal
sapore
nostrano,
un mix
di
tradizione
culinaria,
religiosa,
culturale
e
folkloristica.
Per
tutti
coloro
che
hanno
perso
l'evento
o che
vorranno
rituffarsi
ancora
nella
magica
atmosfera
festaiola
condita
dai
sapori
cancellaresi,
basterà
pazientare
fino a
settembre
quando,
molto
probabilmente,
si terrà
la
seconda
edizione
del "SalsicciaFestival".
Giovanna
Pietragalla
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